Scuola secondaria di I°grado "Falcone e Borsellino" di Pantigliate (MI)
venerdì 4 marzo 2016
LA LEGGENDA DEL PIAVE CON TESTO ORIGINALE
Questa è la canzone più nota sulla prima guerra mondiale: scritta dopo la sconfitta di Caporetto, ripercorre la storia dell'esercito italiano dal 24 maggio 1915 (entrata dell'Italia in guerra) a Caporetto, fino alla resistenza lungo il fiume Piave.
https://www.youtube.com/watch?v=miq7CGrbK0Ehttps://www.youtube.com/watch?v=miq7CGrbK0E
https://www.youtube.com/watch?v=miq7CGrbK0Ehttps://www.youtube.com/watch?v=miq7CGrbK0E
lunedì 8 febbraio 2016
12 FEBBRAIO - GIORNATA DEI I BAMBINI SOLDATO
Vi
lascio un articolo interessante che contiene qualche dato per orientarsi nelle
riflessioni riguardo la giornata del 12 febbraio, istituita da poco.
BAMBINI SOLDATO - PAESI E DATI
Almeno 250 milioni di bambini vive per strada. I bambini disperati ed esclusi costituiscono un’enorme riserva per l’economia illegale, il crimine organizzato e i conflitti armati. La stragrande maggioranza dei bambini soldato viene dai settori più miserabili, meno acculturati e più emarginati della società. I bambini reclutati a forza provengono abitualmente da alcuni gruppi a rischio: bambini di strada, bambini delle campagne, rifugiati e altri esuli. Chi sceglie di arruolarsi spontaneamente proviene spesso dagli stessi gruppi, spinto dalla povertà, dall’alienazione e dalla propaganda.
Le condizioni strutturali che si accompagnano ai conflitti armati possono costringere i bambini ad arruolarsi anche ai fini della difesa personale. Circondati dalla violenza, si sentono più al sicuro in un gruppo combattente e con un’arma in mano. In Africa per esempio, l’80% dei bambini soldato ha assistito a un’azione armata intorno alla propria casa, il 70% ha visto distruggere la propria abitazione, il 60% ha perso la propria famiglia in guerra.
Molti bambini hanno fatto esperienza diretta o sono stati testimoni oculari delle peggiori violenze: massacri, esecuzioni sommarie, torture, violenza sessuale. La vendetta perciò è uno stimolo abbastanza forte per unirsi alla lotta. Spesso i bambini soldato sono sopravvissuti al massacro della loro stessa famiglia.
"Mi sono arruolato nell’esercito quando avevo 14 anni, perché ero convinto che il solo modo di riavere i miei genitori o di impedire che le cose andassero avanti in quel modo fosse far parte dell’esercito e ammazzare chi era responsabile dell’uccisione dei miei genitori. Ma, vedi, la cosa più inquietante è che, una volta che mi sono arruolato e ho cominciato a combattere, mi sono ritrovato ad ammazzare genitori di altri bambini e dunque a creare una spirale di vendetta… "
Un fenomeno che coinvolge anche le bambine
Il problema dei bambini soldato scavalca i confini di genere. Benché la maggior parte dei bambini soldato sono maschi, anche le ragazze rappresentano un numero significativo. Circa il 30% delle forze armate mondiali che impiegano bambini soldato hanno nelle proprie file delle bambine.
"Avevo un’amica, Juanita, che si era messa nei guai… Eravamo amiche da prima di entrare nell’esercito e dividevamo la stessa tenda. Il comandante mi ha detto che non importava se era mia amica. Aveva commesso un errore e bisognava ammazzarla.. .Ho chiuso gli occhi e ho fatto fuoco, ma non l’ho colpita. Così ho sparato un’altra volta. La fossa era lì accanto. Ho dovuto seppellirla e ricoprirla di terra. Il comandante ha detto: ottimo lavoro. Anche se ti sei messa a piangere hai fatto un ottimo lavoro. Lo dovrai fare tante altre volte e dovrai imparare a non piangere." A.17 anni, Corpo Ausiliario Femminile del gruppo ribelle LURD, Liberia.
mercoledì 27 gennaio 2016
domenica 24 gennaio 2016
Prima di analizzare e discutere alcuni documenti che ricordano la Shoà, ricordiamo coloro che, in tutti i paesi d'Europa, seppero opporsi all'orrore delle leggi razziali e dei campi di sterminio.
CHI SONO “I GIUSTI”?
“Non è sufficiente non fare il male, essere
giusti significa non essere conniventi col male ed evitare che il male si imponga.
“
I Giusti sono persone che hanno saputo proteggere il valore e la dignità
dell’uomo in un periodo buio della storia europea e mondiale e che hanno dato
lustro alla loro nazione. I Giusti sono semplicemente delle persone normali che
posti di fronte all’ingiustizia reagiscono sapendo opporsi anche a rischio
della propria vita, facendo appello alla propria responsabilità personale.
Sono i non ebrei che durante la Shoah salvarono la vita di almeno un
ebreo senza trarne alcun vantaggio personale e, finito questo periodo, sono
tornati tranquillamente alla vita normale di tutti i giorni, non raccontando
nulla di quanto fatto, per un semplice motivo: ritengono d’aver fatto il
proprio dovere di uomini, nulla di più e nulla di meno.
La loro esistenza stessa dimostra che anche nelle situazioni peggiori, in cui l’assassinio diventa legge di stato e il genocidio parte di un progetto politico, è comunque sempre possibile per tutti gli esseri umani fare delle scelte alternative.
La loro esistenza stessa dimostra che anche nelle situazioni peggiori, in cui l’assassinio diventa legge di stato e il genocidio parte di un progetto politico, è comunque sempre possibile per tutti gli esseri umani fare delle scelte alternative.
Due sono i requisiti per avere questo riconoscimento: il primo aver
salvato la vita di un ebreo durante gli anni terribili della Shoah; il secondo
che la storia, la vicenda, non può essere raccontata da loro ma solo da persone
terze, essenzialmente i salvati.
Il Giusto non è la persona che si volta dall’altra parte quando vede il
dolore, indifferente a quanto succede perché non lo riguarda.
E’ la persona che si fa carico della sofferenza altrui cercando con tutti mezzi di aiutare gli indifesi e i perseguitati. E’ colui che rifiuta di “essere con la maggioranza per fare del male”
E’ la persona che si fa carico della sofferenza altrui cercando con tutti mezzi di aiutare gli indifesi e i perseguitati. E’ colui che rifiuta di “essere con la maggioranza per fare del male”
In passato è accaduto che la maggioranza abbia accettato leggi che
“democraticamente” hanno soppresso la democrazia e sono servite come base per
discriminazioni nei confronti non solo degli ebrei, dei rom, degli armeni, ma
anche di altre popolazioni o gruppi di dissidenti.
Difendere la memoria dei crimini contro l’umanità è un dovere verso le vittime e verso i sopravvissuti, ed è anche necessario riaffermare la responsabilità dei carnefici. D'altro canto è indispensabile onorare coloro che hanno combattuto, denunciato lo sterminio e le persecuzioni, difendendo la verità e non piegandosi di fronte a leggi che discriminavano degli esseri umani ma anche coloro che hanno incitato gli altri a dissociarsi dalle sopraffazioni risvegliando le coscienze, combattendo l’indifferenza, promuovendo l’impegno civile e l’assunzione personale di responsabilità.
Difendere la memoria dei crimini contro l’umanità è un dovere verso le vittime e verso i sopravvissuti, ed è anche necessario riaffermare la responsabilità dei carnefici. D'altro canto è indispensabile onorare coloro che hanno combattuto, denunciato lo sterminio e le persecuzioni, difendendo la verità e non piegandosi di fronte a leggi che discriminavano degli esseri umani ma anche coloro che hanno incitato gli altri a dissociarsi dalle sopraffazioni risvegliando le coscienze, combattendo l’indifferenza, promuovendo l’impegno civile e l’assunzione personale di responsabilità.
Il primo Giardino dei
Giusti, nato a Gerusalemme nel 1960, è dedicato ai Giusti tra le nazioni, si trova nel museo di Yad Vashem e ricorda i Giusti non ebrei che hanno salvato
la vita a ebrei durante la Shoah. Successivamente lo scrittore e
giornalista Gabriele Nissim, ha
proposto l'istituzione di Giardini in tutto il
mondo[1].
Uno si trova anche a Milano, nel Parco del Monte Stella.
Uno si trova anche a Milano, nel Parco del Monte Stella.
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