Scuola secondaria di I°grado "Falcone e Borsellino" di Pantigliate (MI)
martedì 19 marzo 2013
PANTIGLIATE NEWS
Ragazzi, come segnala Beatrice, è uscito il nuovo Pantigliate News con il vostro articolo: me ne sono fatte dare 5-6 copie e domani le porto a scuola.
SEI FORTE PAPA'
Volevo inserire questa canzoncina simpatica dedicata al papà...ieri non sono riuscita a pubblicarla, ho visto!!!
mercoledì 13 marzo 2013
ECCO COME SI COLORANO LE FUMATE - Video - Corriere TV
...Non volevate sapere il segreto dei colori delle fumate???? Eccovi accontentati!
Conclave, Padre Lombardi: «Ecco come si colorano le fumate» - Video - Corriere TV
Conclave, Padre Lombardi: «Ecco come si colorano le fumate» - Video - Corriere TV
giovedì 7 marzo 2013
A PROPOSITO DELLA BELLA MARIA STUARDA...
Maria Stuart
detta Maria Stuarda (articolo di Maria Teresa Fumagalli)
(Scozia) 1542 - (Inghilterra) 1587
Maria Stuart diventa regina di Scozia a solo sei giorni di vita, alla morte del padre.
La Scozia di quel tempo – scrive il poeta Ronsard - era «un paese barbaro abitato da gente crudele diviso in clan sempre in lotta fra loro», una terra impoverita anche per le continue guerre: mentre nei vicini porti inglesi arrivavano e partivano navi cariche di merci, in Scozia il tempo si era fermato e la ricchezza veniva ancora «contata in pecore». Il re ne possedeva diecimila e questo era quasi tutto il suo patrimonio… La Francia cattolica era un’alleata indispensabile anche se interessata: arrivavano da là gli oggetti lussuosi che ornavano i cupi castelli del re, arazzi, argenti, mobili. In questo quadro povero e violento la piccola regina a cinque anni è contesa dai re di Inghilterra e Francia che la chiedono in sposa per i loro figli. La partita è vinta dalla cattolica Francia dove la bambina viene portata su un veliero di notte in segreto per sfuggire agli agguati inglesi. Il Delfino (ndp: figlio del re) che l’aspetta, Francesco, ha quattro anni e mezzo, è gracile e malato. Morirà a sedici anni.
Nel 1558, quando Maria e Francesco si sposano, la figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, Elisabetta diventa regina d’Inghilterra, ma nello stemma di Maria Stuarda, divenuta un anno dopo regina di Francia, spicca il provocatorio titolo di “regina Scotiae, Franciae et Angliae”. (ndp: regina di Scozia, Francia e Inghilterra).
È questo il contrasto principale che domina per quarant’anni il rapporto fra le due regine e porta la Stuarda alla sua fine tragica; a esso si aggiungono le due diverse confessioni religiose, cattolica la Stuarda e riformata Elisabetta.
Perché Maria pretendeva di aver diritto alla corona inglese? Maria la Sanguinaria, figlia di primo letto (ndp: della prima moglie) di Enrico VIII e cattolica, era stata l’erede legittima (riconosciuta a Londra, Roma, in Francia e Spagna) ma alla sua morte la sorellastra Elisabetta, nata dalle seconde nozze del re con Anna Bolena dopo il distacco dalla Chiesa di Roma, era considerata “bastarda”.
Al contrario la nuova legge dell’Inghilterra riformata le riconosceva il diritto legittimo alla corona.
Ma a complicare il contrasto dinastico e religioso si aggiungeranno le tumultuose vicende sentimentali di Maria, vedova a diciotto anni del re di Francia, dopo il suo ritorno in Scozia.
Maria vuol far rivivere a Edimburgo, dove chiama artisti e poeti dall’Italia e dalla Francia, il clima gaio e colto della corte francese. La giovane regina parla inglese, francese, italiano, scrive in latino e greco, compone poesie e suona la viola. È una sovrana debole, o forse tollerante, in un regno diviso; tentando una pacificazione nomina consigliere della corona il protestante Giacomo conte di Moray, suo fratellastro. Molti suoi sudditi applaudono il calvinista John Knox che predica violentemente contro di lei cattolica, contro i lussi della sua corte e i suoi «comportamenti frivoli», chiari esempi di un deprecabile «folle e mostruoso potere femminile».
Nel frattempo Maria aveva sposato il giovane nobile inglese Enrico Darnley. Da lui Maria avrà il suo unico figlio, Giacomo.
La vita sentimentale della passionale Maria, fragile e suggestionabile, è turbolenta: si innamora perdutamente di un avventuriero, Giacomo Hepburn conte di Botwell, giungendo ad acconsentire all’assassinio del marito organizzato dallo stesso Bothwell.
Solo pochi mesi dopo il delitto Maria sposa il suo amante che, accusato con i suoi complici, in un processo farsa viene scandalosamente assolto.
Persino nelle corti cattoliche d’Europa favorevoli alla Stuarda si levano contro di lei voci di condanna e Elisabetta d’Inghilterra invita ipocritamente la dear sister a «dare prova di essere una nobile regina e una onesta donna» separandosi dall’assassino del marito. Il popolo delle città, da sempre favorevole ai regnanti, si solleva oramai contro la regina.
Maria, vinta e costretta ad abdicare, fugge in Inghilterra, chiedendo ospitalità a Elisabetta I^.
Per quasi vent’anni rimarrà praticamente prigioniera della sua nemica, sorvegliata sempre più strettamente: in quei decenni in suo nome, e talvolta con il suo consenso, vengono organizzati dai cattolici varie congiure contro Elisabetta. Infine,dopo molte esitazioni, nel 1587 la regina d’Inghilterra firma la condanna a morte della rivale accusata di complottare contro di lei.
Di fronte alle proteste (per la verità deboli e brevi) del figlio Giacomo sosterrà la versione dell’esecuzione come “tragico errore” di un suo funzionario.
Le corti di Parigi e Spagna protestano ma nessuno intende veramente opporsi alla potente Elisabetta. Quanto a Giacomo Stuart, sedici anni dopo diventerà re d’Inghilterra alla morte di Elisabetta, la “regina vergine”.
Maria Stuart più che alla storia delle teorie politiche appartiene a quella del teatro, della musica e della poesia d’amore. Giovanissima è cantata da Ronsard e da altri poeti francesi; nell’Ottocento diverrà protagonista di una tragedia di Schiller e poi di un’opera di Donizetti nel 1834. Fatalmente è amata dai romantici: bionda, bella, sicuramente fragile e suggestionabile, pronta ad abbandonarsi alla passione… Maria è una grande “amorosa” che vive in un paese bello e selvaggio, sulle rive di un mare che si immagina sempre in tempesta, in castelli isolati e cupi, minacciata e innocente. E infine, vestita di seta rossa sotto un mantello nero, con accanto il suo amato cagnolino (questa è verità storica), cade sotto la scure del boia, vittima di un’ altra donna, la regina crudele.
Fonti, risorse bibliografiche, siti
Stephan Zweig, Maria Stuarda, edizione italiana Mondadori 1935
Alexandre Dumas, Maria Stuarda, edizione italiana Sellerio 2006
Mariateresa Fumagalli
Professore di Storia della filosofia medievale all’Università degli Studi di Milano, condirettore della Rivista di Storia della Filosofia fondata da M. Dal Pra, e delle collane Quodlibet (Lubrina, Bergamo) e di Filosofia (Franco Angeli).
mercoledì 27 febbraio 2013
LA LETTERA DI ROBERTO BAGGIO AI GIOVANI
Questa è la lettera che Roberto Baggio ha scritto per i giovani, e letto a Sanremo pochi giorni fa.
E' un grande calciatore, ora dirigente sportivo, ma anche un uomo solido, con dei valori, sportivo nel senso più positivo e morale del termine. Ascoltatelo attentamente, e riflettete sulle parole-chiave di cui parla.
mercoledì 20 febbraio 2013
VERIFICA SUL GIALLO
...Praticamente, visto che vi siete conquistati di diritto il film, venerdì salta la verifica sul genere giallo.
Vuol dire che la rimandiamo a venerdì 1 marzo!
Vuol dire che la rimandiamo a venerdì 1 marzo!
mercoledì 13 febbraio 2013
DALLA MEMORIA RINASCE IL DOMANI
Buongiorno ragazzi,
ho letto e rimesso insieme le vostre relazioni su domenica 3 febbraio, ricavandone un articolo che mi sembra rappresentare bene tutto quello che avete scritto, nei vari gruppi in cui eravate divisi.
Eccolo qui:
DALLA MEMORIA RINASCE IL DOMANI
UN VIAGGIO NEL PASSATO PER NON RIPETERE ERRORI GIA’ COMMESSI
Domenica 3 febbraio, nella biblioteca comunale di Pantigliate, si è tenuta la celebrazione della Giornata della Memoria, introdotta dall’assessore alla cultura Gianna Zeini.
Noi, i ragazzi della seconda A, ci siamo andati su invito dei nostri insegnanti, e l’abbiamo trovata molto interessante e a tratti commovente.
Hanno partecipato i rappresentanti di alcune associazioni: Maurizio Bisani (ENPI), Sara Modena (I figli della Shoah) e Roberto Cenati (sempre dell’ENPI), ed è intervenuta anche una ragazzina delle scuole elementari, Alice Biasi, che ha letto alcune poesie dei bambini rinchiusi nel campo di concentramento di Terezin, vicino a Praga, dove i bambini venivano imprigionati prima di essere avviati ad Auschwitz. Abbiamo capito che queste bellissime poesie, non erano solo poesie, ma che descrivevano proprio le condizioni di vita e la tristezza di quei bambini, strappati alla loro vita quotidiana.
Durante gli interventi c’era anche un PC che proiettava delle immagini di Auschwitz, molto impressionanti; si vedeva l'interno di Auschwitz, il modo in cui gli ebrei venivano messi sui treni, trasportati e "scaricati" nel campo come se fossero stati animali.
Fra i vari interventi è stato molto emozionante soprattutto ascoltare le persone che avevano vissuto il periodo del fascismo e del nazismo sulla loro pelle, o su quella dei loro genitori. La signora Sara Modena, per esempio, ha raccontato la storia della sua famiglia: avevano cambiato nome per non essere catturati dai nazisti ed erano pronti a uscire dall’Italia, quando vennero a sapere che una cugina era stata catturata al confine, e decisero allora di andare nell’Appennino Modenese, dove vennero nascosti dal parroco. Quando poi la nonna venne catturata dai tedeschi, offrirono un sacco di soldi al parroco per convincerlo ad andare a liberarla, e il parroco li aiutò senza accettare denaro.
Una signora che era in mezzo al pubblico si è alzata a raccontare la storia sua e di suo padre; ma una delle storie più tristi e commoventi è stata quella del sig.Celeste, perché è riuscito a raccontarci di persona, a novant'anni, quello che aveva vissuto in guerra da soldato. Ci ha parlato delle sue sofferenze, e di quando era stato catturato dai tedeschi e deportato in Ucraina, dove non era vestito in modo adeguato al freddo, e gli davano una fetta di pane che doveva bastare per 4 giorni. Solo la metà dei suoi compagni era ancora viva, quando vennero a liberarli, e Celeste ha detto che sono ricordi che non lo abbandonano mai.
Sentendo parlare il sig.Celeste, una nostra compagna che era lì con la nonna, ha scoperto che il bisnonno era stato in campo di concentramento con Celeste, e parlandone poi in casa, anche altri hanno scoperto storie simili nelle loro famiglie.
Pensiamo che quest’incontro sia stato un’occasione importante per ricordare insieme agli altri un periodo e delle sofferenze che speriamo non si ripetano mai più.
CLASSE 2A – S.M.S. Istituto Comprensivo Falcone e Borsellino - Pantigliate
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